Quello che resta

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Quello che resta. Alcune storie chiedono tempo, altre chiedono di non perderne ancora, di non trascinare, di non affossarsi in un limbo di non vissuto, di speranze che sono al di fuori e non al di dentro di una relazione.


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Autore: Gianni S.
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QUELLO CHE RESTA

Quello che resta. Alcune storie chiedono tempo, altre chiedono di non perderne ancora, di non trascinare, di non affossarsi in un limbo di non vissuto, di speranze che sono al di fuori e non al di dentro di una relazione.

Mattia è esausto, non prova più i sentimenti che dovrebbe e Sara non vuole accettarlo, lei prova ancora quel bisogno egoistico, quello di quando un amore ti appartiene e colma vuoti.

Il momento delle scelte però, arriva solamente quando Chiara, la migliore amica di Sara, palesa un interesse evidente per Mattia, anche se a sua volta è impegnata con Ico, figlio di un noto imprenditore romano mai abituato a non averla vinta.

Intanto Gianluca sceglie di andare avanti, superare il dolore che lo zavorra, respirare quanto si è negato fino a quel momento, anche se le ripercussioni per le verità celate da Serena saranno molteplici ed incrineranno gli equilibri dell’intero gruppo.

Sono tutti lì, nel momento in cui la vita è sul punto di chiedergli di diventare adulti, prendersi le responsabilità di essere quello che sono, attraverso le conseguenze che per ognuno di loro saranno inevitabili.

Perché quando tutto sembra finito, si è semplicemente davanti ad un nuovo inizio.

 

8 recensioni per Quello che resta

  1. Elena

    Finalmente un libro che ti cattura fin dalla prima pagina. Una lettura fresca e spumeggiante che ti porta indietro nel tempo e ti fa vivere le avventure dei protagonisti insieme a loro. Ti sembra di essere parte della storia e ti viene quasi spontaneo sussurrare loro un consiglio o un avvertimento.
    Emozionante e coinvolgente con semplice leggerezza, ” Quello che resta” è il libro che cercavo per ritagliarmi il mio angolo di paradiso.
    Super consigliato per una lettura dolce e avventurosa .

  2. Monica

    Un libro scritto in modo semplice ma non banale; si legge con piacevolezza e ci si immedesima nelle storie raccontate sentendo “a pelle” simpatia o antipatia per i personaggi.
    Un ottimo esordio per Gianni S. del quale aspettiamo con grande interesse il sequel.
    Libro consigliatissimo.

  3. Valerio

    E come ogni storia, che sia d’amore o semplicemente narrativa, la parte più brutta è quando si arriva alla fine. Non è tanto l’epilogo quanto il fatto che avverti che tutto quell’avvolgerti che fino a quel momento ti ha accompagnato, sta per svanire senza possibilità di ritorno.
    Un inizio ha sempre un’imprescindibile fine che però siamo noi a poter gestire e Quello che resta è sicuramente un inizio di cui non vorreste mai trovarne la fine.
    Veloce, scorrevole, appassionante ed emotivamente coinvolgente. Se avete una manciata d’ore a disposizione, immergetevi nella sua lettura così che anche voi possiate capire l’urgenza di doverne leggerne un altro ancora.

  4. Omar

    Mi sono preso il tempo per elaborare i pensieri a freddo dopo aver letteralmente “divorato” questo romanzo.
    Fin dalle prime pagine mi sono sentito dentro il racconto come poche volte è capitato e il primo episodio è stato un vero e proprio pugno nello stomaco.
    Mi sono ritrovato in lacrime, mentre tornavano alla memoria esperienze analoghe, descritte con la minuziosità di chi solo, forse, le ha vissute a sua volta in prima persona.
    Tristezza, rabbia, disperazione, gioia ed entusiasmo, in un susseguirsi di eventi di vita vissuta, fortunatamente lontani dagli attuali canoni imposti di politically correct. Grazie per questa storia “vera”.
    Che dire di più? Attendo con impazienza un nuovo romanzo!
    Ad maiora semper

  5. Marco A.

    “Quello che resta” di Gianni è un racconto in cui molti, se non tutti, possono vedere riflessa, anche solo in parte, la propria vita da giovani adulti. Il racconto, ricco di particolari fini, riesce a trasportare il lettore a Ostia e dintorni, in un contesto fine anni 90, con comportamenti, pensieri, abitudini di tempi ancora molto belli, ma ormai forse passati. Il racconto mi è parso ben strutturato, ha creato un interesse incrementale, mai banale o noioso che l’autore è riuscito a mantenere fino alla all’ultima pagina, anche se, in alcuni punti, forse la storia sembra apparire un po’ precipitosa, seppur sempre mantenendo una cura oltre la media. Dell’autore, a mio parere, corpo e anima appaiono in ogni pagina tanto da sembrare quasi una parte della sua vita. Ho divorato il libro con piacere e mi sento di consigliare libro e autore, sperando in altre opere, del medesimo livello, in futuro.

  6. Cinzia

    Quello che resta’ siamo noi stessi a deciderlo. Di continuo.
    Il tempo che dedichiamo all’altro e quello che non vogliamo più concedere, perché ci accorgiamo essere improvvisamente troppo preziosi.
    Le persone da cui adoriamo farci circondare e quelle che attorno a noi, invece, non vogliamo più, lasciandole sgretolare alle nostre spalle come frammenti che perdono valore.
    Le pagine che divoriamo con foga e quelle che lasciamo scorrere lente perché arrivare alla fine proprio non ci piace.
    E a me non piace.
    Lascia sempre un po’ di amaro in bocca arrivare alla fine di qualcosa.
    Queste pagine ho voluto assaporarle, piano, per vestirmi di tutte le sensazioni dell’intero armadio di sentimenti descritti da Gianni: l’abbandono e il desiderio, la brama e l’umiliazione, l’euforia e l’inquietudine, l’eccitazione e l’incuria.
    È un libro dove ognuno di noi può riconoscersi nell’anima di almeno uno dei personaggi e, dato che l’epilogo della mia lettura coincide con il giorno di San Lorenzo, quello in cui affidiamo a una stella i più intimi desideri, il mio è quello di ritrovarmi presto a immedesimarmi nell’animo di uno dei suoi futuri protagonisti.

  7. Chiara Di Cesare

    Comincerò così,con una frase di Antonio Schiena:
    Ogni scrittore parla di sé, se è bravo ti illude che parli di te.
    Ecco, Gianni ha un talento luminoso.
    Ti trasporta dentro il libro e ti fa vivere in prima persona le avventure dei suoi personaggi.
    La loro storia diventa la tua storia.
    Personalmente non riuscivo a smettere di leggere, una pagina dopo l’altra e la sete di sapere quello che accadrà.
    Le emozioni che Gianni ti fa vivere tramite i suoi protagonisti ti restano addosso.
    Complimenti!

  8. Francesca

    La vita in fondo è sempre un po’ ‘QUELLO CHE RESTA’, di chi siamo stati, di quello che abbiamo vissuto, dei sogni, delle delusioni, di oggi che sono diventati ieri… e dalle ceneri da sempre si rinasce, ci si ricostruisce, spesso ci si reinventa. Un bel viaggio questo romanzo, un bel tuffo in una serie di pagine che, se dapprima ho vissuto col distacco di chi ha smarrito l’empatia per i tumulti del cuore, con pazienza e costanza mi hanno saputa prendere per mano, riportandomi a ricordare chi ero. E mi hanno riportata a quando le emozioni erano la sola cosa che contava, e sapevano fare tanto bene ma anche tanto male. E mi hanno ricordato che con gli anni il cinismo prende il sopravvento sul romanticismo perché in qualche modo bisogna imparare a difendersi. Più leggevo e più sorridevo, e ritornavo indietro nel tempo, a quando probabilmente avrei provato gli stessi slanci e gli stessi dilemmi dei protagonisti, a quando il cuore vinceva sempre e comunque. Bello inoltre il punto di vista maschile, mi piacciono i libri che mi raccontano mondi che non mi appartengono ma mi incuriosiscono… è stato come incontrare un vecchio amico che davanti ad una birra mi raccontava un pezzo del suo passato e i segni indelebili che hanno tracciato il suo vissuto… per poterli infinite confrontare con i miei.

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